Negli ultimi vent’anni l’interesse per le ricadute dell’insegnamento della musica nello sviluppo generale dell’intelligenza e nel migliorare le performance degli alunni, anche in ambiti non musicali, è notevolmente aumentato.
L’attività musicale in età prescolare contribuisce in modo determinante alla crescita globale del bambino, sia dal punto di vista cognitivo sia socio-affettivo, aiutandolo a costruire la propria identità, a sviluppare una maggior consapevolezza di sé, ad affrontare con maggior sicurezza un compito, ad accrescere la propria motivazione all’impegno, a prevenire disturbi a livello di coordinamento motorio.
- Mozart effect: (ricerca di Rauscher) osservava come un gruppo di studenti, dopo aver ascoltato un brano di musica classica, ottenessero risultati migliori nei test.
Alcune ricerche (Shellenberg 2006, Waterhouse 2006) hanno riscontrato come l’ascolto di musica con certe caratteristiche è stimolante: migliora l’umore e lo stato emotivo in generale e queste condizioni a loro volta incidono positivamente sulle performance cognitive.
Si può affermare quindi che se un bambino ha la possibilità di fare esperienze musicali positive ed impara ed amare la musica avrà a disposizione una risorsa importante da diversi punti di vista.
Infatti oltre a facilitare l’apprendimento, la musica rappresenta anche un importante strumento per conoscere sé stessi e gli altri e per migliorare la motivazione e il clima in classe.
Musica e integrazione: l’io e l’altro
La musica ha un valore educativo di notevole rilievo anche in funzione dell’incontro con l’altro inteso come “altro da me”.
Altro: compagno, bambino diversamente abile, ecc..
Il linguaggio musicale infatti costituisce un canale privilegiato di relazione e condivisione di esperienze. È uno spazio in cui il bambino vede riconosciuta e confermata l’identità del sé nel rispetto della sua e delle altrui diversità.
La musica è uno strumento prezioso di valorizzazione della persona, di scoperta e d’integrazione della propria identità.
L’integrazione del bambino avviene sentendosi autenticamente accolto e valorizzato nelle sue potenzialità.
Le attività musicali possono costituire degli sfondi in cui si contestualizzano esperienze percettive del sé, delle proprie emozioni, dei propri limiti e dell’altro, sperimentando abilità e raggiungendo conoscenze, con una finalità che non è mai individuale ma collettiva.
L’attività musicale favorisce nel contesto dell’integrazione:
- la conoscenza e la coscienza di sé attraverso i giochi motori e musicali, l’ascolto propriocettivo della musicalità del proprio corpo, delle proprie emozioni, ecc…
- la conoscenza e la coscienza degli altri attraverso l’ascolto, il sincronizzarsi al ritmo del gruppo, il guidare e l’essere guidati, in un’alternanza importante tra la capacità di esprimersi e prendere decisioni e la capacità di comprendere e adattarsi all’altro.
Le attività musicali volte a potenziare la libertà di espressione, la capacità di comunicare, il benessere psicofisico, la gratificazione derivante da attività divertenti in se stesse, possono dunque ritenersi preziose risorse per favorire non solo l’integrazione ma anche lo star bene a scuola.
Musica ed emozioni, life skills, motivazione e clima in classe
La capacità della musica di emozionare, stimolare, farci sentire parte dello stesso gruppo è comunemente esperita.
Pratiche musicali ed esperienze emotive sembrano quindi un binomio inscindibile
John A. Sloboda sostiene che:
Il motivo per cui la maggior parte di noi prende parte ad attività musicali, componendo, eseguendo o semplicemente ascoltando, è dato dal fatto che la musica è capace di suscitare in noi stessi delle emozioni profonde e significative, che possono andare da un puro godimento estetico al semplice sollievo dalla monotonia.
L’attività musicale può contribuire inoltre all’educazione delle life skills, definite dall’OMS come quelle abilità che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana.
In sintesi l’OMS vuole richiamare la scuola a rispondere non solo degli apprendimenti disciplinari ma anche della maturazione globale della persona.
La musica facilita le relazioni e le interazioni interpersonali e quindi può favorire notevolmente l’educazione tre pari, potenziando nel contempo le funzioni elencate tra le life skills proprio grazie alla complessità dell’esperienza musicale.
La musica ha effetti subliminali che agiscono indipendentemente dalla nostra volontà.
