La scuola dell’infanzia di Salorno si distingue per l’elevata presenza di bambini stranieri all’interno delle varie sezioni .La prima cosa che mi sono chiesta è se questo aspetto della scuola fosse positivo per il suo funzionamento oppure no. Da subito mi sono accorta che ogni singolo bambino,oltre a distinguersi caratterialmente, fisicamente e linguisticamente,si distingueva dagli altri in base alla propria cultura di origine. E’ risaputo infatti che ogni cultura abbia una personale visione e considerazione del bambino.
Ci sono infatti culture che considerano i bambini fin dalla più tenera età dei piccoli adulti, altre invece che seguono il bambino in ogni suo gesto lasciando a quest’ ultimo poca possibilità di agire autonomamente, e così via.
Di conseguenza il rapporto tra adulto e bambino cambia a seconda di essa.
Nell’individuare l’approccio e la modalità didattica più adatta da utilizzare con ogni bambino è importante quindi tenere conto, oltre che delle sue caratteristiche fisiche, cognitive, affettive, caratteriali, anche della cultura di origine.
Nonostante la società odierna sia caratterizzata dalla convivenza di moltissime culture ci scontriamo quotidianamente con pregiudizi e stereotipi. Se insegniamo ai bambini che tutti noi siamo portatori di diversità, se spieghiamo loro che tutti noi siamo differenti l’uno dall’altro, allora in quest’ottica lo straniero rappresenta una risorsa di scambio, di dialogo, di arricchimento, diventa un’opportunità di crescita.
A mio parere quindi la così elevata presenza di bambini stranieri nella scuola dell’infanzia di Salorno rappresenta un importantissimo strumento a disposizione delle insegnanti per educare i bambini alla multiculturalità, per promuovere in loro maggiore apertura mentale, per sensibilizzare a realtà diverse, per far crescere il senso della solidarietà e sconfiggere la paura del diverso.
Certamente questa grandissima presenza di bambini stranieri richiede una sempre maggiore flessibilità, attenzione, impegno e disponibilità da parte degli insegnanti.
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